lunedì 4 febbraio 2019

RECENSIONE - Walt Disney, Orgoglio e Pregiudizio

TITOLO: Orgoglio & Pregiudizio
AUTORE: Teresa Radice, Stefano Turconi
CASA EDITRICE: Topolino - Panini Comics
ANNO: 2018



Premessa, questa storia a fumetti è un connubio si elementi che mi piacciono. 
In primis Jane Austen, autrice a cui sono particolarmente affezionata, le sue eroine introspettive, i suoi personaggi iconici e senza tempo. La figura della donna forte seppur sempre ben integrata nel contesto sociale dell'epoca. Tutto questo ha fatto si che la sottoscritta abbia letto e visto quasi tutto quello che la riguarda. Inclusi prodotti derivati come ad esempio "Death come to Pemberley" o "Alla ricerca di Jane". Inoltre ho già avuto modo di approcciarmi a questo romanzo in formato comics grazie alle graphic novel targate Marvel. Ovviamente il primo fu proprio Orgoglio e Pregiudizio

Per quel che riguarda gli autori in questione, sono di nuovo un po' di parte, dalla prima volta che sfogliai Il porto proibito, Teresa e Stefano sono saliti in cima alla lista dei miei autori preferiti e non c'è occasione in cui io non consigli di leggere qualche loro lavoro.            Infine c'è la Disney, di cui sono una grande fruitrice fin dall'infanzia. Più dell'animazione che delle strisce nostrane, ma insomma...sempre Disney è!



Ma veniamo a Orgoglio e Pregiudizio, la trama è semplice e la conosciamo. Le 5 sorelle Pennet vivono a Longbourn insieme a Nonna Elvira e Zia Bridget. Elisabeth e Jane sono le più grandi e quello che farebbe di Zia Bridget la papera più felice al mondo, è vederle fidanzate con un buon partito. Il fato fa sì che un giovane rampollo di alto rango arrivi per trascorrere un po' di tempo in campagna, è l'amabile e impacciato Fethry Bingbong il quale rimane subito affascinato dalla bella Jane. Di tutt'altro genere è invece il suo amicoDonald Duckcy, arrogante ed orgoglioso. Riuscirà Elizabeth a liberarsi dai suoi pregiudizi nei confronti dell'altezzoso papero?

Per quel che riguarda la sceneggiatura, Walt Disney dà regole molto precise su cosa si può e non si può fare nei suoi racconti. Ma cose si può non parlare di matrimonio, quando il fulcro del romanzo è il matrimonio stesso? 
Penso che Teresa Radice sia riuscita a saltare l'ostacolo con grande stile. In primis sostituendo la parola Fidanzamento alla parola Matrimonio. Mentre nella parte finale si discosta molto da quello che nel romanzo possiamo definire il "fattaccio Wickam". Ma lo scopo viene comunque raggiunto: Jane abbandona i pregiudizi e riesce a capire quanto Mr Duckcy sia un papero corretto e buono. 

Dall'accurata scelta dei personaggi ci si rende conto di quanto gli autori conoscano a fondo il mondo disneiano. Tutti calzano a pennello con la loro controparte cartacea...nonostante qualche cambio di ruolo, come le già citate Nonna Elvira e Zia Bridget, che vanno a sostituire i coniugi Bennet. E come con apprezzare Lord Paperon De Bought e Mr Picollins! 



Penso che si sia capito che questo racconto apparso su Topolino in tre puntate mi sia piaciuto particolarmente, aspetto con impazienza un cartonato di tutto rispetto che raccolga la storia completa! 

See you space cowboy, 

Federica


giovedì 10 gennaio 2019

RECENSIONE FILM: Spider-man - Un nuovo universo

TITOLO: Spider-man - Into the Spiderverce
REGISTA: Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman
CASA PRODUZIONE: Sony Pictures
ANNO:2018



Che dire, per me è il miglior film d'animazione del 2018!
Andiamo con ordine, questo è innanzi tutto un film sulle origini, ma non di Peter Parket bensì di Miles Morales

Miles ha molte affinità con Peter, quest'ultimo è cresciuto nel Queens ed è sempre stato uno studente molto dotato. Miles invece è cresciuto a Brooklyn ed è anch'esso un ragazzo molto intelligente, tanto che frequenta un liceo molto esclusivo grazie ad una borsa di studio.
La nuova scuola è molto diversa dall'ambiente in cui è cresciuto, ed integrarsi è difficile. Infatti, Miles preferisce uscire di nascosto ed andare a disegnare murales illegali con suo zio Aaron, la pecora nera della famiglia.
Sarà durante una di queste scorribande che Miles verrà punto da un ragno radiattivo, lo stesso che 10 anni prima punse Peter Parker.



Terra-1610 è l'universo in cui vive Miles Morales, una terra in cui Peter è il supereroe di quartiere che tutta New York ama. Il ragazzino ripercorre gli stessi passi di Spider-man. Come gestire dei super poteri non richiesti? E come gestire la vita adolescenziale e i super poteri?

Tutto questo si unisce ad un altro arco narrativo piuttosto conosciuto tra i lettori del ragnetto: il Ragnoverso. Evento speciale pubblicato in Italia nel 2015. I lettori Marvel e DC sono abituati alla presenza del multiverso ma è la prima volta che il multiverso marvel viene mostrato sul grande schermo.

Quindi esistendo infiniti universi, vuol dire che ogni universo ha un pianeta Terra, di conseguenza, ogni Terra ha il suo Spider-man! Ma cosa succede se un super cattivo del calibro di KingPin costruisce una macchina per aprire varchi dimensionali? Questi collassano! Miles ora non ha più solo a che fare con nuovi poteri e un villain molto forte ma anche con altri Spider-man (..e woman) provenienti da altri mondi:
  • Spider-gwen - Terra 65
  • Spider-man - Terra 616
  • Spider-man Noir - Terra 90214
  • SP//dr - Terra 14512
  • Spider-Ham - Terra 8311
Lascio a voi scoprire chi sono e da dove vengono questi ragnetti, sono chi più chi meno, tutti ben caratterizzati. Io li ho adorati tutti!
Sicuramente quello che spicca di più è Spider-man di Terra 616, anche se il mentore che Miles avrebbe voluto non era sicuramente un Uomo ragno con la pancetta e in piena crisi dei 40 anni!


Quello che però resta più impresso di questo film è l'animazione. Erano anni che non si vedeva qualcosa di visivamente nuovo sul grande schermo. In questo film sono presenti elementi in 3d classico, in 2d e in un 3d particolare, infatti quest'ultimo ha meno fotogrammi, in pratica non finito. Se in altri contesti farebbe sembrare il film di bassa qualità, in Spiderman - Un nuovo universo invece rende tutto più simile alla controparte cartacea e si amalgama bene con gli altri stili.

Quindi no, non ci vedete male, è tutto voluto!

Non fatevi ingannare, questo è un film d'animazione fruibile sia da bambini che dagli adulti!

See you space cowboy,

Federica

NB: Giusto per fare chiarezza, lo Spiderman "originale" è quello di Terra 67, non presente in questo film....o quasi...





mercoledì 9 gennaio 2019

VIDEO - Top2018

Il video con le mie personali TOP del 2018!!! SerieTV, Film e ovviamente Comics!!!!



domenica 6 gennaio 2019

VIDEO Deadly Christmas Pack - Manticora Autoproduzioni

In ritardo come al solito ecco un video in cui vi mostro più nel dettaglio uno dei miei auto-regali di Natale. Enjoy



lunedì 26 novembre 2018

VIDEO Acquisti LUCCA Comics&Games 2018

Ebbene si, dopo quasi un mese dalla fiera, e 5 senza postare niente sul canale...arriva il video acquisti di Lucca! Lucca cortissima per me ma  non per il mio portafoglio! Enjoy


RECENSIONE The Promised Neverland

TITOLO: The Promised Neverland
AUTORE: Kaiu Shirai - Posuka Demizu
CASA EDITRICE: JPOP Manga
ANNO: 2018



The Promised Neverland è un manga scritto da Kaiu Shirai e disegnato da Posuka Demizu. Pubblicato in Italia da JPOP Manga è stato presentato in anteprima a Lucca Comics and Games e pubblicato a partire da Gennaio 2018 con cadenza bimestrale.
The promised Neverland riprende quel filone narrativo ritornato in auge con Attacco dei giganti ma che in qualche modo iniziò con Battle Royal. Gli elementi sono sempre gli stessi: un mondo distopico, un luogo geografico chiuso, misteri sul mondo ignoto oltre la barriera. Il tutto condito con una buona dose di violenza e protagonisti sempre molto giovani .
Quest’anno è uscita più di una serie che riprende questo stile narrativo: Children of the whales e l’isola dei bambini dimenticati di Edizioni Star Comics, Made in Abyss  e The promised neverland di JPOP Manga. Nonostante gli elementi di base siano simili le storie narrate sono completamente diverse accumunate solo dalla fin troppo giovane età dei protagonisti. A differenza di Attacco dei Giganti infatti,qui si parla di preadolescenti sugli 11/12 anni.

Emma, Ray e Norman sono dei ragazzini orfani che vivono in serenità con altri bambini a Grace Field House, una casa-famiglia, sotto le cure amorevoli della loro tutrice, Madame Isabella, che chiamano semplicemente mamma. La vita trascorre serena tra la scuola e i giochi. Ogni tanto qualche bambino viene adottato e lascia la casa felice di iniziare la nuova vita con i genitori adottivi. L`orfanotrofio è fortificato ed ai bambini è impedito oltrepassare la staccionata che delimita il bosco. In sostanza, non hanno idea di come sia il mondo esterno.
La storia inizia quando Emma e Norman vengono a sapere l’agghiacciante verità: i bambini non vengono adottati ma vengono uccisi per diventare cibo per i demoni. Dopo aver rivelato ciò che hanno visto anche a Ray, i tre ragazzi decidono di trovare il modo di fuggire e salvarsi.
Inizia così una corsa contro il tempo in cui, i ragazzi cercano indizi sul mondo esterno e pianificano la fuga. Il tutto cercando di non farsi scoprire da Isabella, che è passata da madre amorevole a carnefice.
Più indagano e più sorgono domande: chi sono in realtà i demoni? Perché gli unici adulti sono le madri? Chi è W. Minerva?

Arrivato al quarto volume The Promised Neverland ha un ritmo incalzante, tiene il lettore incollato al volume dall’inizio alla fine grazie alla tensione ed ai risvolti di trama più o meno originali. Penso che con il V volume, con la fuga dei ragazzi, si concluderà la prima parte della storia. Si aprirà un nuovo arco narrativo che spero riuscirà ad essere interessante quando il primo.
Se trama e personaggi sono interessanti, non si può dire lo stesso dello stile grafico che risulta a tratti impreciso, come se disegnato di fretta. In particolare i visi dei personaggi sono spesso poco curati. Cosa che riguarda solo le tavole in bianco e nero, mentre le copertine sono senza dubbio migliori.
L’edizione J POP manga è ben rifinita con sovracopertina a colori. Per gusti personali avrei preferito un formato leggermente più grande per dare più respiro alle tavole.
A maggio 2018 è stato annunciata la trasposizione animata di The Promiced Neverland. L’anime debutterà a gennaio 2019.

See you space cowboy,
Federica

Articolo uscito in precendeza su www.nerdpool.it 

domenica 30 settembre 2018

RECENSIONE Grimorio anthology


TITOLO: Grimorio anthology
AUTORE: Vari
CASA EDITRICE: Attaccapanni Press
ANNO: 2016





Tempo fa vi avevo parlato di Melagrana, albo antologico dell'etichetta indipendente Attacapanni Press. Grimorio è uno dei primi progetti realizzati da questa casa editrice. 

Il progetto, nato dalle autrici Ariel Vittori e Laura Guglielmo, è stato realizzato nel 2016 tramite crowfunding ed è sempre disponibile in catalogo.

Lo scorso maggio si è concluso un'altro crowfunding per la creazione del secondo volume di Grimorio.

Come in Melagrana anche quest'opera vede il susseguirsi di immagini e storie brevi di moltissimi artisti italiani e internazionali.
Come suggerisce il nome, Grimorio racconta di magia. Streghe, incantesimi, magia bianca, magia nera. Ogni autore ha dato la sua interpretazione: chi più eterea, chi giocosa, chi dark in un avvicendarsi di immagini e colori.

Gli amanti del fantasy non resteranno certo delusi. 

NB: a quanto pare Attaccapanni Press ha una nuova antologia in cantiere e questa volta riguarderà la fantascienza. Sono molto curiosa a riguardo.

See you space cowboy,

Federica



RECENSIONE FILM Flavors of Youth



Flavors of Youth è un film diviso in tre episodi prodotto dallo studio d’animazione giapponese CoMix Wave Film in collaborazione con lo studio cinese Haoliners Animation League
A luglio 2018, durante l’Anime Expo si è tenuta l’anteprima mondiale di Flavours of Youth. Il film è uscito ufficialmente nelle sale giapponesi lo scorso 4 agosto 2018 in contemporanea è stato reso disponibile sulla piattaforma Netflix con il titolo Flavours of Youth: International Version
Come già detto il film è diviso in tre mediometraggi. Ogni episodio è ambientato in una città della Cina, in tempi e con personaggi diversi. La tematica comune è quella del cambiamento. In particolare, come la modernità ha cambiato il quotidiano.


Gli spaghetti di riso

Il primo cortometraggio è diretto da Jiaoshou Yi Xiaoxing. La storia è ha come filo conduttore il cibo.  Shaomin è un giovane che vive e lavora a Pechino. Attraverso un flashback, Shaomin ricorda l’infanzia e l’adolescenza passata nella Provincia di Hunan e di come un semplice piatto di spaghetti di riso in brodo, gustati in compagnia della nonna, bastassero per rallegrargli la giornata. 
Spaghetti di riso è dal mio punto di vista il cortometraggio più riuscito, è nostalgico e malinconico. Evoca nella mente sapori e momenti del passato che non torneranno mai più.


La piccola sfilata di moda

Il secondo episodio di Flavors of Youth è diretto da Yoshitaka Takeuchi e sceneggiato da Naruki Nagakawa. Takeuchi ha lavorato come animatore per i film del Maestro Makoto Shinkai Il giardino delle parole e Your name ed è al suo esordio alla regia.
Siamo nel 2020 a Canton, Yi Lin è una modella molto richiesta. In quanto orfana da tempo, abita con la sorella minore Lulu, che frequenta una scuola di formazione professionale e sogna di diventare stilista. La ragazza inizia a lavorare da giovanissima come grazie alla sua passione per i vestiti,  ma con il tempo si auto-convince di non avere talento e di aver fatto carriera solo per il suo aspetto esteriore. La bellezza però non è per sempre e Yi Lin comincia a sentire la pressione delle modelle più giovani. Sarà Lulu a farle capire la sua forza e il suo talento.
Sicuramente questo è il corto più debole a livello di sceneggiatura. Per quanto la storia sia piacevole, non riesce ad essere efficace ed evocativa come le altre due.


Amore a Shanghai

Diretto da Li Haoiling è l’ultimo racconto di Flavors of Youth è ambientato a Shanghai in tre momenti diversi della vita di Rimo, 1999, 2002 e 2008.
La storia inizia nel 2008, Rimo giovane architetto torna nel quartiere in cui è cresciuto, che fa da sfondo al racconto. Durante il trasloco ritrova delle vecchie musicassette. Ascoltandole rivive dei momenti importanti del suo passato: il suo primo amore, Xiao Yu, con la quale si scambiava messaggi registrati su musicassette. 
Amore a Shangai è una storia romantica e coinvolgente in cui i protagonisti sono legati dal filo rosso del destino. A tratti che ricorda alla lontana i film del Maestro Shinkai 5 cm al secondo e il più recente Your name.
I tre mediometraggi sono ben narrati e il tema del cambiamento è ben sviluppato. Nella fattispecie il cibo, la moda e la casa. I registi sono tutti e tre giovani al loro esordio e nel complesso hanno fatto un buon lavoro, complice un Character design semplice ed efficace, delle buone animazioni e una colonna sonora coinvolgente.

See you space cowboy, 
Federica
NB: la recensione è precedentemente apparsa su Nerdpool.it

giovedì 13 settembre 2018

RECENSIONE: Darek

TITOLO: Darek n.1
AUTORE: Andrea Modugno - Massimo Pini
CASA EDITRICE: Pavesio Comics
ANNO: 2018





Siamo in un medioevo fantasy, nel regno di Dralis. I giovani figli di Re Yonakir, in particolare Darek, dimostrano di avere una sorta di legame mistico con il lupo che potrebbe condurli verso le tenebre.
Anni dopo, l'esercito di Dralis, guidato da Karish, fratello di Darek, giunge alla porte del Regno di Argalis. Karish vuole trovare e fermare suo fratello prima che sia troppo tardi.

Questo primo volume che entra subito nell'azione, poche pagine di prologo e siamo già in battaglia. Mentre il protagonista, Darek, si fa attendere. Quando arriva? Non è il personaggio principale? Ma quando arriva riempe tutta la scena.
Questo è un volume che introduce i personaggi e il mondo in cui si muovono. Sono molti i quesiti che lascia ma sono certa che verranno spiegati in seguito. Nel complesso è una lettura piacevole e sono curiosa di conoscere di più sia Darek che Karish.

Lo scorso weekend in occasione del Genova comics&games ho comprato Darek di Andrea Modugno e Massimo Pini, entrambi genovesi. Gli autori erano presenti e sono stati gentili e molto disponibili.
Il primo incontro con Darek è stato lo scorso Lucca Comics. In quell'occasione la casa editrice Pavesio Comics desiderosa di rilanciarsi sul mercato, aveva reso disponibile uno spillato contenente il prologo e alcune tavole con lo studio dei personaggi di Darek. Ovviamente mi ero fatta fare un piccolo sketch.


A giugno è uscito ufficialmente il primo volume in copertina cartonata con carta patinata che fa risaltare i disegni di Modugno. Un'edizione molto bella e maneggevole. Quello che mi ha lasciato un po' perplessa è il numero di pagine, davvero poche. Sopratutto, le prime pagine sono del prologo già uscito in precedenza e quindi mi aspettavo un volume più corposo.


See you space cowboy,

Federica


PS: Oggi la pagina Instagram FumettiAlloZenzero compie 1 anno, anche se il blog è stato aperto qualche mese dopo, ho deciso che il 13 settembre sarà il compleanno ufficiale! Questa estate è stata povera di articoli, per lo più ho ripostato cose già scritte per Nerdpool.it. Cercherò di suddividere i contenuti per dare a entrambe le piattaforme contenuti originali ma non sempre sarà possibile. I video presto torneranno appena riuscirò ad attrezzarmi nuovamente di tutto il necessario. 

Grazie a tutti voi che mi seguite sulle varie piattaforme e leggete con piacere quello che scrivo, il vostro sostegno è molto importante per me!

lunedì 3 settembre 2018

RECENSIONE Beowulf

TITOLO: Beowulf
AUTORE: David Rubìn - Santiago Garcìa
CASA EDITRICE: Tunué
ANNO: 2015




Beowulf e 14 nobili guerrieri sono giunti a Heorot per uccidere il mostro Grendel, che da 12 anni devasta le terre danesi. Beowulf è il più lungo poema epico in lingua inglese arcaica arrivato ai giorni nostri. Il manoscritto originale è datato intorno all’anno 1000 ed è probabilmente la trascrizione di racconti tramandati oralmente. Il manoscritto raccoglie altre opere, accomunate dalla presenza di mostri e creature fantastiche. 
Beowulf è il tipico eroe epico, dotato di forza e carisma fuori dal comune. Così sicuro di sè, da risultare quasi irritante agli occhi del lettore. Affronta il mostro Grendel a mani nude, senza nessuna esitazione, per darsi poi ai bagordi in pieno stile vichingo. Ovviamente, chi conosce anche a grandi linee la trama di Beowulf, sa che Grendel è solo il primo delle terrificanti creature che l’eroe dovrà affrontare e che lo porterà ad una fine in puro stile epico/cavalleresco.

I testi di Santiago Garcìa riadattano egregiamente il poema sotto forma di graphic novel, con pochi testi che scorrono veloci e che lasciano la narrazione fluire attraverso la matita di David Rubìn. Le tavole catalizzano l’attenzione, il tratto seppur grezzo non è mai confusionario. Ma sono i colori quelli su cui si concentra maggiormente l’attenzione. Ogni tavola e spesso ogni vignetta, ha una sua palette di colori che vanno dal nero, al verde, al giallo fino al rosso fuoco.
Ancora una volta, è Tunuè a portare in Italia un’opera dello spagnolo Rubìn con un’edizione cartonata di pregio della Collana Prospero’s book extra. L’autore si distingue nel panorama del fumetto europeo da più di una decina d’anni con graphic novel quali: Sala da tè dell’orso malese L’Eroe entrambi pubblicati da Tunuè. Beowulf è un fumetto d’azione che gli amanti del fantasy apprezzeranno sicuramente.
see you space cowboy,
Federica

NB: la recensione è precedentemente apparsa su Nerdpool.it

sabato 25 agosto 2018

RECENSIONE: Maria Antonietta, la giovinezza di una regina

TITOLO Maria Antonietta, la giovinezza di una regina
AUTORE Fuyumi Soryo
CASA EDITRICE Edizioni Star Comics
ANNO 2018



Il 16 di Maggio anche in Italia è disponibile Maria Antonietta, la giovinezza di una regina, volume auto conclusivo di Fuyumi Soryo.
Questo breve tankoubon racconta solo una piccola parte della vita della Regina, in particolare, da quando lascia l’Austria nel 1771 e il suo primo periodo a Versailles. In poche pagine l’autrice ci fa capire i turbamenti e le difficoltà che la Delfina ha avuto nell’integrarsi nel nuovo ambiente.
Immaginate di avere 14 anni, e di essere spediti a 1570 km da casa, in terra straniera, a sposare uno di cui avete visto solo un ritratto. Di non conoscere bene la lingua e soprattutto le regole alquanto pittoresche della corte di Versailles.


Leggendo Maria Antonietta, non può non venire in mente l’ormai cult Lady Oscar(Versailles no bara) di Riuoko Ikeda. Le due opere non si possono mettere a confronto, il manga della Ikeda è molto romanzato ed è stato pubblicato per la prima volta ben 46 anni fa.
Prendiamo ad esempio solo la figura della Regina. In Lady Oscar, vengono messi in risalto, in particolare nella prima parte del manga, complice anche la linea voluta dall’editore, i lati più frivoli del carattere di Maria Antonietta, come il poco impegno negli studi e la sfacciataggine. Cose che traspaiono anche nel volume della Soryo ma velatamente. Del Delfino invece differisce il character design, in Lady Oscar è un ragazzo non troppo alto e sovrappeso. Questo deriva da testi dell’epoca che lo descrivevano, in modo volutamente errato, in questa maniera. Gli studi più recenti hanno invece constatato che in gioventù Re Luigi XVI era molto alto e dalla corporatura esile, descrizione ripresa in questo volume.


Per quel che riguarda lo stile grafico, la Soryo, unisce linee sottili ed eleganti tipiche del suo stile, alla minuziosità dei particolari. Tutto, dagli abiti ai fondali, fa trasparire lo sfarzo e la regalità della Corte francese. Inoltre, i visi ed in particolare gli occhi dei personaggi, hanno una profondità che si ritrova in pochi altri manga. Ho trovato la figura di Maria Antonietta graficamente molto simile ai ritratti dell’epoca, non si può dire lo stesso del Delfino di Francia, che per carineria, l’autrice gli ha abbellito i lineamenti del viso.
L’edizione italiana edita da Star Comics impacchetta bene il tutto. La sovracopertina ha dettagli in oro, che ricordano un libro rilegato e la copertina in bianco e nero con veduta dall’alto dei giardini di Versailles.
A fine volume troviamo la bibliografia e approfondimenti sui personaggi e sulla Reggia di Versailles. Inoltre, questo è il primo manga nella storia, a ricevere il supporto in materiali e dettagli riguardanti costumi, architetture e usanze da parte dellÉtablisement Public du Musèe et du Domaine National de Versailles, come si può appurare dal logo sulla copertina.
La Soryo non è mai stata un’autrice mainstream qui in Italia, nonostante opere bellissime seppur singolari come Mars e Cesare, il creatore che ha distrutto. Consiglio questo volume, in particolar modo, agli amanti della storia ed a chi predilige fumetti esteticamente belli.
See you space cowboy,
Federica

NB: la recensione è precedentemente apparsa su Nerdpool.it

giovedì 26 luglio 2018

RECENSIONE; Kraken

TITOLO: Kraken
AUTORE: Emilio Pagani, Bruno Cannucciari
CASA EDITRICE: Tunuè
ANNO: 2017

Il Kraken è un mostro che dimora negli abissi “un essere primordiale risvegliato dall’avidità dell’uomo” (Cit. Kraken, Pagani, Cannucciari).
Kraken è una graphic novel scritta da Emilio Pagani e disegnata da Bruno Cannucciari, pubblicata da Tunuè in occasione di Lucca Comics 2017. La casa editrice non si smentisce, la graphic novel esce in edizione di alta qualità con copertina cartonata. I disegni di Bruno Cannucciari sono impeccabili e le tavole hanno una banda cromatica sui toni del grigio, del nero e del verde plumbeo che rispecchiano le atmosfere cupe e soffocanti del racconto.
In un paesino francese da sempre dedito alla pesca, Serge Dougarry, ex conduttore televisivo ora in rovina, decide di aiutare Damien un ragazzino problematico, unico sopravvissuto al naufragio del peschereccio in cui tutti trovano la morte, incluso suo padre e suo fratello Etienne.
Dougarry, nel suo programma, cercava di far luce su vicende grottesche o irrisolte, un po’ sulla falsa riga di Mistero. Damien spera che l’ex stella della tv possa aiutarlo ad affrontare il Kraken, mostro che sta mietendo vittime nelle acque del villaggio di Selalgues. Date le stranezze e la fissazione per il mostro, Damien diventa il capro espiatorio dei problemi che affliggono il paesino di pescatori.


Kraken è un romanzo grafico intenso, che rivela come alcune credenze e tradizioni rimangano vive nel tempo e condizionano le vite delle persone. Allo stesso tempo, è una lettura appassionante che fa riflettere sulla solitudine, sulla morte e sul conflitto tra tradizione e modernità.
Il mostro non si vede ma aleggia come un’ombra che avvolge tutto e tutti. Il Kraken è l’ignoranza, la cupidigia, la paura. Ogni uomo ha un Kraken che dimora dentro di lui.
See you space cowboy,
Federica

giovedì 5 luglio 2018

RECENSIONE FILM: Mary e il fiore della strega

Dal 14 al 20 Giugno, Mary e il fiore della strega, primo film d’animazione del neonato Studio Ponoc è approdato nelle sale italiane.

Mary Smith si è da poco trasferita nella ridente campagna inglese a casa della prozia. Non conosce nessuno, la scuola non è ancora iniziata e per combattere la noia comincia a perlustrare la campagna e i boschi circostanti. Sarà durante una delle sue camminate che si imbatterà in un fiore luminoso, esso le donerà poteri magici e in una scopa volante che la trasporterà all’ingresso del Endors College, una scuola di magia.
Nato da una costola dello Studio Ghibli, lo Studio Ponoc è stato fondato nel 2015 da Yoshiaki Nishimura e Hiromasa YonebayashiYoshiaki Nishimura si è formato presso lo Studio Ghibli come animatore e sceneggiatore per poi dedicarsi alla regia nel 2010 con Arietty – il mondo segreto sotto il pavimento e, successivamente, con Quando c’era Marnie (2014). Hirosama Yonebayashi, anche lui proveniente dalla casa di produzione di Miyazaki, ha sempre ricoperto il ruolo di produttore. Coraggiosa quindi è stata la loro scelta di voler abbandonare lo Studio Ghibli dopo l’annuncio di apparente chiusura avvenuto nel 2014.

Il film prende ispirazione dal libro di Mary Stewart La piccola scopa, la sceneggiatura nel complesso risulta banalotta e superficiale a livello di contenuti. I personaggi non sono approfonditi a sufficienza e i loro comportamenti non sono motivati, se non in parte. Nel caso dei Villain le ragioni che li inducono a compiere determinate azioni non hanno una spiegazione plausibile e la piega ecologista/animalista viene affrontata in modo frettoloso.
Lo Studio Ghibli, in ogni suo film, ha sempre attinto dalla quotidianità giapponese, al Folklore, ai miti e alle leggende locali. In Mary e il fiore della strega gli elementi magici ci sono ma stridono con tutta una serie di fattori che sembrano messi un po’ a caso. Inoltre, nel corso del lungometraggio troviamo una miriade di elementi riconducibili a tutti i lungometraggi Ghibli da Ponyo sulla scogliera a Kiki consegne a domicilio fino a Laputa l’influenza è forte.

Questo film è sicuramente un passo indietro per il regista Nishimura che ha dimostrato di non saper sopperire alle mancanze della sceneggiatura ma, soprattutto, di avere una visione troppo ancorata all’immaginario Ghibleiano.
Sfortunatamente, le animazioni per quanto curate, non hanno l’impatto visivo di una Città incantata. Stessa cosa riguarda la colonna sonora di Takatsugu Muramatsu, già compositore delle musiche per Quando c’era Marnie, non ha sonorità particolari o memorabili.
Non mi sento di bocciare completamente questo film ma se lo Studio Ponoc vuole essere il degno successore dei Maestri Miyazaki e Takahata dovrà trovare una sua strada, impegnarsi e produrre film d’animazione con una loro identità.
See you space cowboy,
Federica


NB: la recensione è precedentemente apparsa su Nerdpool.it

mercoledì 27 giugno 2018

INTERVISTA a Martina A. Batelli

Ebbene sì ho intervistato Martina A. Batelli l'autrice di Deva - A tale of gods, di cui la scorsa settimana ho caricato un video sul Canale Youtube! Buona Lettura!



Ciao Martina! benvenuta su FumettiAlloZenzero! Che ne dici di rompere il ghiaccio presentandoti ai lettori?
 Mi chiamo Martina, ho #*@ anni e sono una fumettista fiorentina espiantata in Romagna. <3

Quando hai capito che volevi intraprendere la carriera della disegnatrice di fumetti?
Non troppo presto, infatti la prima scuola superiore che scelsi fu il liceo classico. Pessima scelta. Infatti dopo mi sono spostata all’artistico, e dopo un paio d’anni ho realizzato di potermi dedicare allo studio dei fumetti per provare a farne una carriera, e molti molti molti anni di studio dopo, eccomi qua.

Ci sono degli autori che ti hanno influenzato?
Inizialmente tutti disegnatori americani di supereroi, era infatti il genere che aspiravo a disegnare io: in particolare il mio primo amore è stato Ed Mcguinness, è con i suoi volumi che ho iniziato a “studiare” i fumetti, e non solo a leggerli.


Disegno a mano o digitale?

Both! Beh solo per le illustrazioni in realtà, i fumetti te li posso fare anche a mano ma mi ci vorrebbe il quadruplo del tempo, quindi direi che per i fumetti preferisco nettamente il digitale.

Parliamo un pochino di Deva - A tale of gods:
Deva è il mio primo fumetto come autrice oltre che disegnatrice, quindi ce l’ho molto a cuore <3 parla di divinità, poteri, persone con più braccia del necessario e una marea di capelli. E di come la fuga di un povero sarto recluso in un castello causi l’inizio di una guerra tra un Impero e una Federazione di stati.

Come mai hai scelto proprio degli dei di carattere asiatico?
Perché li ritengo estremamente affascinanti, divertenti da immaginare e soprattutto da personalizzare!



Come hai costruito il mondo di Deva? Avevi già in mente la tipologia dei personaggi?
Avevo in mente i protagonisti, e la storia. Il resto dei personaggi sono venuti fuori disegnando le tavole: avevo ben chiari i caratteri dei personaggi che mi servivano, o almeno la loro funzione nella storia, e via via che arrivava il loro turno di apparire nel volume li rendevo reali studiando il loro aspetto.
Quindi la risposta alla domanda è sni.

  
Deva a tratti mi ha ricordato Sayuki, ho preso una cantonata o in qualche modo questo manga ti ha influenzato?
Non particolarmente, piuttosto Sayuki si ispira molto ai precetti e all’immaginario legati al Buddhismo, processo che ho seguito io stessa mentre mi preparavo a disegnare DEVA. Ho visto delle puntate sul mitico 7gold quando ero piccola, ma niente di più! Anche se prendo il tuo come un complimento, del manga ho visto le tavole e sono meravigliose, quindi è un onore!

C'è uno dei tuoi personaggi che preferisci disegnare di più di altri?
E' una domanda più difficile da rispondere di quanto può sembrare.
Non so perché ma il mio cervello tende a costringermi ad imbellettare, dettagliare e complicare il più possibile i personaggi nella misura di quanto effettivamente io ci sono legata, quindi più il personaggio mi piace, più bestemmio a disegnarlo, solitamente. Quindi direi che preferisco disegnare personaggi che ho fatto semplici e puliti, magari secondari, tipo Quèban, o Jigme!



Ultime domande:

Stai lavorando ad altri progetti parallelamente a Deva?
No, lavoro a DEVA 24/7. Dovrò aspettare la fine della trilogia prima di mettermi a lavorare su un’altra storia (che ho già in mente tra l’altro).

Sarai presente a qualche prossima fiera?
Lucca comics sicuramente! E sulla pagina facebook di DEVA sicuramente se parteciperò ad altre fiere potrete vedere tutti gli annunci per tempo :)

Grazie per questa breve intervista, non vedo l'ora di leggere il secondo volume di Deva!!!!
Grazie a te, è stato un mega piacere!


Spero che questa breve intervista vi abbia incuriosito quanto il video, che nel caso ve lo foste persi, lo risposto qui sotto!






See you space cowboy,

Federica

giovedì 21 giugno 2018

VIDEO: Focus on DEVA - A tale of gods

TITOLO: DEVA - A tale of Gods
AUTORE: Martina A. Batelli
CASA EDITRICE: Tatai Lab
ANNO: 2018

Come da titolo, qui di seguito un video che rimando da tre mesi, le mie prime impressione su un volume molto interessante. Enjoy



See you space cowboy,

Federica

lunedì 11 giugno 2018

TORINO COMICS - Video Acquisti

Premessa, questo video è stato registrato a inizio maggio, ed ero già in ritardo con la tabella di marcia. Per una serie di sfortunati eventi lo posto solo ora.
Cercherò di essere più costante almeno con i video acquisti, che sono i più semplici da girare ed editare... ma non ve lo posso promettere.



See you space cowboy,

Federica

mercoledì 6 giugno 2018

RECENSIONE: Chambara, la via del Samurai

TITOLO: Chambara, la via del Samurai
AUTORE: Roberto Recchioni, Andrea Accardi
CASA EDITRICE: Bao Publishing
ANNO: 2015

Chambara, la via del Samurai è una graphic novel composta da due racconti inizialmente apparsi nella collana Le Storie di Sergio Bonelli editore, nel 2015 Bao publishing pubblica questa edizione completamente a colori (Stefano Simeone colorista per La redenzione del samurai e Luca Bertelè per I fiori del massacro).


Al tempo dei samurai, in un Giappone chiuso all'occidente, Tetsuo Kogata riceve dal Daimyo (nobile feudale) l'ordine di portare al suo cospetto Jubei Shimada, maestro di Tetsuo, scomparso da mesi. Ma da qualche tempo a questa parte, degli esattori vanno di villaggi in villaggio e pretendono denaro in cambio di protezione. In caso di mancato pagamento, donne e bambini vengono rapiti. Chi sono questi esattori? Il Daimyo è al corrente di quello che accade nei territori del feudo?

Il secondo racconto, si incentra sulla figura femminile. Jun Nagaiama è rimasta sola, suo padre era il consigliere del Daimyo, a causa della corruzione presente a corte, decide di protestare togliendosi la vita. Jun verrà addestrata da Lady Mochizuki all'arte dello spionaggio e dell'omicidio per poter compiere la sua vendetta.

Filo conduttore, nonché figura chiave dei racconti, è il vecchio Ichi. Quasi totalmente cieco ma dall'udito acuto, sul suo nome aleggiano infinite leggende.

Entrambe le storie mi sono piaciute perché i due protagonisti, anche se spinti da sentimenti diversi, l'onore per Tetsuo e la vendetta per Jun, hanno spirito di rivalsa nei confronti di chi non ha tenuto fede hai propri principi.
Inoltre, ho apprezzato particolarmente in La redenzione del samurai, le tavole monocromatiche a due a due.

Unica nota negativa è il packaging , per quanto in linea con storia e ambientazione, la sovra-copertina in pergamena, è molto fragile. In particolare, il mio volume (ricevuto in regalo❤) è stato preso su Amazon ed è arrivato danneggiato. Dopo aver fatto il reso, anche il secondo volume ricevuto era danneggiato, anche se in modo meno grave. Ovviamente l'ho tenuto e su Amazon è stato lasciato un bel feedback però mettetelo in conto se desiderate acquistarlo.

See you space cowboy,

Federica