domenica 30 settembre 2018

RECENSIONE Grimorio anthology


TITOLO: Grimorio anthology
AUTORE: Vari
CASA EDITRICE: Attaccapanni Press
ANNO: 2016





Tempo fa vi avevo parlato di Melagrana, albo antologico dell'etichetta indipendente Attacapanni Press. Grimorio è uno dei primi progetti realizzati da questa casa editrice. 

Il progetto, nato dalle autrici Ariel Vittori e Laura Guglielmo, è stato realizzato nel 2016 tramite crowfunding ed è sempre disponibile in catalogo.

Lo scorso maggio si è concluso un'altro crowfunding per la creazione del secondo volume di Grimorio.

Come in Melagrana anche quest'opera vede il susseguirsi di immagini e storie brevi di moltissimi artisti italiani e internazionali.
Come suggerisce il nome, Grimorio racconta di magia. Streghe, incantesimi, magia bianca, magia nera. Ogni autore ha dato la sua interpretazione: chi più eterea, chi giocosa, chi dark in un avvicendarsi di immagini e colori.

Gli amanti del fantasy non resteranno certo delusi. 

NB: a quanto pare Attaccapanni Press ha una nuova antologia in cantiere e questa volta riguarderà la fantascienza. Sono molto curiosa a riguardo.

See you space cowboy,

Federica



RECENSIONE FILM Flavors of Youth



Flavors of Youth è un film diviso in tre episodi prodotto dallo studio d’animazione giapponese CoMix Wave Film in collaborazione con lo studio cinese Haoliners Animation League
A luglio 2018, durante l’Anime Expo si è tenuta l’anteprima mondiale di Flavours of Youth. Il film è uscito ufficialmente nelle sale giapponesi lo scorso 4 agosto 2018 in contemporanea è stato reso disponibile sulla piattaforma Netflix con il titolo Flavours of Youth: International Version
Come già detto il film è diviso in tre mediometraggi. Ogni episodio è ambientato in una città della Cina, in tempi e con personaggi diversi. La tematica comune è quella del cambiamento. In particolare, come la modernità ha cambiato il quotidiano.


Gli spaghetti di riso

Il primo cortometraggio è diretto da Jiaoshou Yi Xiaoxing. La storia è ha come filo conduttore il cibo.  Shaomin è un giovane che vive e lavora a Pechino. Attraverso un flashback, Shaomin ricorda l’infanzia e l’adolescenza passata nella Provincia di Hunan e di come un semplice piatto di spaghetti di riso in brodo, gustati in compagnia della nonna, bastassero per rallegrargli la giornata. 
Spaghetti di riso è dal mio punto di vista il cortometraggio più riuscito, è nostalgico e malinconico. Evoca nella mente sapori e momenti del passato che non torneranno mai più.


La piccola sfilata di moda

Il secondo episodio di Flavors of Youth è diretto da Yoshitaka Takeuchi e sceneggiato da Naruki Nagakawa. Takeuchi ha lavorato come animatore per i film del Maestro Makoto Shinkai Il giardino delle parole e Your name ed è al suo esordio alla regia.
Siamo nel 2020 a Canton, Yi Lin è una modella molto richiesta. In quanto orfana da tempo, abita con la sorella minore Lulu, che frequenta una scuola di formazione professionale e sogna di diventare stilista. La ragazza inizia a lavorare da giovanissima come grazie alla sua passione per i vestiti,  ma con il tempo si auto-convince di non avere talento e di aver fatto carriera solo per il suo aspetto esteriore. La bellezza però non è per sempre e Yi Lin comincia a sentire la pressione delle modelle più giovani. Sarà Lulu a farle capire la sua forza e il suo talento.
Sicuramente questo è il corto più debole a livello di sceneggiatura. Per quanto la storia sia piacevole, non riesce ad essere efficace ed evocativa come le altre due.


Amore a Shanghai

Diretto da Li Haoiling è l’ultimo racconto di Flavors of Youth è ambientato a Shanghai in tre momenti diversi della vita di Rimo, 1999, 2002 e 2008.
La storia inizia nel 2008, Rimo giovane architetto torna nel quartiere in cui è cresciuto, che fa da sfondo al racconto. Durante il trasloco ritrova delle vecchie musicassette. Ascoltandole rivive dei momenti importanti del suo passato: il suo primo amore, Xiao Yu, con la quale si scambiava messaggi registrati su musicassette. 
Amore a Shangai è una storia romantica e coinvolgente in cui i protagonisti sono legati dal filo rosso del destino. A tratti che ricorda alla lontana i film del Maestro Shinkai 5 cm al secondo e il più recente Your name.
I tre mediometraggi sono ben narrati e il tema del cambiamento è ben sviluppato. Nella fattispecie il cibo, la moda e la casa. I registi sono tutti e tre giovani al loro esordio e nel complesso hanno fatto un buon lavoro, complice un Character design semplice ed efficace, delle buone animazioni e una colonna sonora coinvolgente.

See you space cowboy, 
Federica
NB: la recensione è precedentemente apparsa su Nerdpool.it

giovedì 13 settembre 2018

RECENSIONE: Darek

TITOLO: Darek n.1
AUTORE: Andrea Modugno - Massimo Pini
CASA EDITRICE: Pavesio Comics
ANNO: 2018





Siamo in un medioevo fantasy, nel regno di Dralis. I giovani figli di Re Yonakir, in particolare Darek, dimostrano di avere una sorta di legame mistico con il lupo che potrebbe condurli verso le tenebre.
Anni dopo, l'esercito di Dralis, guidato da Karish, fratello di Darek, giunge alla porte del Regno di Argalis. Karish vuole trovare e fermare suo fratello prima che sia troppo tardi.

Questo primo volume che entra subito nell'azione, poche pagine di prologo e siamo già in battaglia. Mentre il protagonista, Darek, si fa attendere. Quando arriva? Non è il personaggio principale? Ma quando arriva riempe tutta la scena.
Questo è un volume che introduce i personaggi e il mondo in cui si muovono. Sono molti i quesiti che lascia ma sono certa che verranno spiegati in seguito. Nel complesso è una lettura piacevole e sono curiosa di conoscere di più sia Darek che Karish.

Lo scorso weekend in occasione del Genova comics&games ho comprato Darek di Andrea Modugno e Massimo Pini, entrambi genovesi. Gli autori erano presenti e sono stati gentili e molto disponibili.
Il primo incontro con Darek è stato lo scorso Lucca Comics. In quell'occasione la casa editrice Pavesio Comics desiderosa di rilanciarsi sul mercato, aveva reso disponibile uno spillato contenente il prologo e alcune tavole con lo studio dei personaggi di Darek. Ovviamente mi ero fatta fare un piccolo sketch.


A giugno è uscito ufficialmente il primo volume in copertina cartonata con carta patinata che fa risaltare i disegni di Modugno. Un'edizione molto bella e maneggevole. Quello che mi ha lasciato un po' perplessa è il numero di pagine, davvero poche. Sopratutto, le prime pagine sono del prologo già uscito in precedenza e quindi mi aspettavo un volume più corposo.


See you space cowboy,

Federica


PS: Oggi la pagina Instagram FumettiAlloZenzero compie 1 anno, anche se il blog è stato aperto qualche mese dopo, ho deciso che il 13 settembre sarà il compleanno ufficiale! Questa estate è stata povera di articoli, per lo più ho ripostato cose già scritte per Nerdpool.it. Cercherò di suddividere i contenuti per dare a entrambe le piattaforme contenuti originali ma non sempre sarà possibile. I video presto torneranno appena riuscirò ad attrezzarmi nuovamente di tutto il necessario. 

Grazie a tutti voi che mi seguite sulle varie piattaforme e leggete con piacere quello che scrivo, il vostro sostegno è molto importante per me!

lunedì 3 settembre 2018

RECENSIONE Beowulf

TITOLO: Beowulf
AUTORE: David Rubìn - Santiago Garcìa
CASA EDITRICE: Tunué
ANNO: 2015




Beowulf e 14 nobili guerrieri sono giunti a Heorot per uccidere il mostro Grendel, che da 12 anni devasta le terre danesi. Beowulf è il più lungo poema epico in lingua inglese arcaica arrivato ai giorni nostri. Il manoscritto originale è datato intorno all’anno 1000 ed è probabilmente la trascrizione di racconti tramandati oralmente. Il manoscritto raccoglie altre opere, accomunate dalla presenza di mostri e creature fantastiche. 
Beowulf è il tipico eroe epico, dotato di forza e carisma fuori dal comune. Così sicuro di sè, da risultare quasi irritante agli occhi del lettore. Affronta il mostro Grendel a mani nude, senza nessuna esitazione, per darsi poi ai bagordi in pieno stile vichingo. Ovviamente, chi conosce anche a grandi linee la trama di Beowulf, sa che Grendel è solo il primo delle terrificanti creature che l’eroe dovrà affrontare e che lo porterà ad una fine in puro stile epico/cavalleresco.

I testi di Santiago Garcìa riadattano egregiamente il poema sotto forma di graphic novel, con pochi testi che scorrono veloci e che lasciano la narrazione fluire attraverso la matita di David Rubìn. Le tavole catalizzano l’attenzione, il tratto seppur grezzo non è mai confusionario. Ma sono i colori quelli su cui si concentra maggiormente l’attenzione. Ogni tavola e spesso ogni vignetta, ha una sua palette di colori che vanno dal nero, al verde, al giallo fino al rosso fuoco.
Ancora una volta, è Tunuè a portare in Italia un’opera dello spagnolo Rubìn con un’edizione cartonata di pregio della Collana Prospero’s book extra. L’autore si distingue nel panorama del fumetto europeo da più di una decina d’anni con graphic novel quali: Sala da tè dell’orso malese L’Eroe entrambi pubblicati da Tunuè. Beowulf è un fumetto d’azione che gli amanti del fantasy apprezzeranno sicuramente.
see you space cowboy,
Federica

NB: la recensione è precedentemente apparsa su Nerdpool.it

sabato 25 agosto 2018

RECENSIONE: Maria Antonietta, la giovinezza di una regina

TITOLO Maria Antonietta, la giovinezza di una regina
AUTORE Fuyumi Soryo
CASA EDITRICE Edizioni Star Comics
ANNO 2018



Il 16 di Maggio anche in Italia è disponibile Maria Antonietta, la giovinezza di una regina, volume auto conclusivo di Fuyumi Soryo.
Questo breve tankoubon racconta solo una piccola parte della vita della Regina, in particolare, da quando lascia l’Austria nel 1771 e il suo primo periodo a Versailles. In poche pagine l’autrice ci fa capire i turbamenti e le difficoltà che la Delfina ha avuto nell’integrarsi nel nuovo ambiente.
Immaginate di avere 14 anni, e di essere spediti a 1570 km da casa, in terra straniera, a sposare uno di cui avete visto solo un ritratto. Di non conoscere bene la lingua e soprattutto le regole alquanto pittoresche della corte di Versailles.


Leggendo Maria Antonietta, non può non venire in mente l’ormai cult Lady Oscar(Versailles no bara) di Riuoko Ikeda. Le due opere non si possono mettere a confronto, il manga della Ikeda è molto romanzato ed è stato pubblicato per la prima volta ben 46 anni fa.
Prendiamo ad esempio solo la figura della Regina. In Lady Oscar, vengono messi in risalto, in particolare nella prima parte del manga, complice anche la linea voluta dall’editore, i lati più frivoli del carattere di Maria Antonietta, come il poco impegno negli studi e la sfacciataggine. Cose che traspaiono anche nel volume della Soryo ma velatamente. Del Delfino invece differisce il character design, in Lady Oscar è un ragazzo non troppo alto e sovrappeso. Questo deriva da testi dell’epoca che lo descrivevano, in modo volutamente errato, in questa maniera. Gli studi più recenti hanno invece constatato che in gioventù Re Luigi XVI era molto alto e dalla corporatura esile, descrizione ripresa in questo volume.


Per quel che riguarda lo stile grafico, la Soryo, unisce linee sottili ed eleganti tipiche del suo stile, alla minuziosità dei particolari. Tutto, dagli abiti ai fondali, fa trasparire lo sfarzo e la regalità della Corte francese. Inoltre, i visi ed in particolare gli occhi dei personaggi, hanno una profondità che si ritrova in pochi altri manga. Ho trovato la figura di Maria Antonietta graficamente molto simile ai ritratti dell’epoca, non si può dire lo stesso del Delfino di Francia, che per carineria, l’autrice gli ha abbellito i lineamenti del viso.
L’edizione italiana edita da Star Comics impacchetta bene il tutto. La sovracopertina ha dettagli in oro, che ricordano un libro rilegato e la copertina in bianco e nero con veduta dall’alto dei giardini di Versailles.
A fine volume troviamo la bibliografia e approfondimenti sui personaggi e sulla Reggia di Versailles. Inoltre, questo è il primo manga nella storia, a ricevere il supporto in materiali e dettagli riguardanti costumi, architetture e usanze da parte dellÉtablisement Public du Musèe et du Domaine National de Versailles, come si può appurare dal logo sulla copertina.
La Soryo non è mai stata un’autrice mainstream qui in Italia, nonostante opere bellissime seppur singolari come Mars e Cesare, il creatore che ha distrutto. Consiglio questo volume, in particolar modo, agli amanti della storia ed a chi predilige fumetti esteticamente belli.
See you space cowboy,
Federica

NB: la recensione è precedentemente apparsa su Nerdpool.it

giovedì 26 luglio 2018

RECENSIONE; Kraken

TITOLO: Kraken
AUTORE: Emilio Pagani, Bruno Cannucciari
CASA EDITRICE: Tunuè
ANNO: 2017

Il Kraken è un mostro che dimora negli abissi “un essere primordiale risvegliato dall’avidità dell’uomo” (Cit. Kraken, Pagani, Cannucciari).
Kraken è una graphic novel scritta da Emilio Pagani e disegnata da Bruno Cannucciari, pubblicata da Tunuè in occasione di Lucca Comics 2017. La casa editrice non si smentisce, la graphic novel esce in edizione di alta qualità con copertina cartonata. I disegni di Bruno Cannucciari sono impeccabili e le tavole hanno una banda cromatica sui toni del grigio, del nero e del verde plumbeo che rispecchiano le atmosfere cupe e soffocanti del racconto.
In un paesino francese da sempre dedito alla pesca, Serge Dougarry, ex conduttore televisivo ora in rovina, decide di aiutare Damien un ragazzino problematico, unico sopravvissuto al naufragio del peschereccio in cui tutti trovano la morte, incluso suo padre e suo fratello Etienne.
Dougarry, nel suo programma, cercava di far luce su vicende grottesche o irrisolte, un po’ sulla falsa riga di Mistero. Damien spera che l’ex stella della tv possa aiutarlo ad affrontare il Kraken, mostro che sta mietendo vittime nelle acque del villaggio di Selalgues. Date le stranezze e la fissazione per il mostro, Damien diventa il capro espiatorio dei problemi che affliggono il paesino di pescatori.


Kraken è un romanzo grafico intenso, che rivela come alcune credenze e tradizioni rimangano vive nel tempo e condizionano le vite delle persone. Allo stesso tempo, è una lettura appassionante che fa riflettere sulla solitudine, sulla morte e sul conflitto tra tradizione e modernità.
Il mostro non si vede ma aleggia come un’ombra che avvolge tutto e tutti. Il Kraken è l’ignoranza, la cupidigia, la paura. Ogni uomo ha un Kraken che dimora dentro di lui.
See you space cowboy,
Federica

giovedì 5 luglio 2018

RECENSIONE FILM: Mary e il fiore della strega

Dal 14 al 20 Giugno, Mary e il fiore della strega, primo film d’animazione del neonato Studio Ponoc è approdato nelle sale italiane.

Mary Smith si è da poco trasferita nella ridente campagna inglese a casa della prozia. Non conosce nessuno, la scuola non è ancora iniziata e per combattere la noia comincia a perlustrare la campagna e i boschi circostanti. Sarà durante una delle sue camminate che si imbatterà in un fiore luminoso, esso le donerà poteri magici e in una scopa volante che la trasporterà all’ingresso del Endors College, una scuola di magia.
Nato da una costola dello Studio Ghibli, lo Studio Ponoc è stato fondato nel 2015 da Yoshiaki Nishimura e Hiromasa YonebayashiYoshiaki Nishimura si è formato presso lo Studio Ghibli come animatore e sceneggiatore per poi dedicarsi alla regia nel 2010 con Arietty – il mondo segreto sotto il pavimento e, successivamente, con Quando c’era Marnie (2014). Hirosama Yonebayashi, anche lui proveniente dalla casa di produzione di Miyazaki, ha sempre ricoperto il ruolo di produttore. Coraggiosa quindi è stata la loro scelta di voler abbandonare lo Studio Ghibli dopo l’annuncio di apparente chiusura avvenuto nel 2014.

Il film prende ispirazione dal libro di Mary Stewart La piccola scopa, la sceneggiatura nel complesso risulta banalotta e superficiale a livello di contenuti. I personaggi non sono approfonditi a sufficienza e i loro comportamenti non sono motivati, se non in parte. Nel caso dei Villain le ragioni che li inducono a compiere determinate azioni non hanno una spiegazione plausibile e la piega ecologista/animalista viene affrontata in modo frettoloso.
Lo Studio Ghibli, in ogni suo film, ha sempre attinto dalla quotidianità giapponese, al Folklore, ai miti e alle leggende locali. In Mary e il fiore della strega gli elementi magici ci sono ma stridono con tutta una serie di fattori che sembrano messi un po’ a caso. Inoltre, nel corso del lungometraggio troviamo una miriade di elementi riconducibili a tutti i lungometraggi Ghibli da Ponyo sulla scogliera a Kiki consegne a domicilio fino a Laputa l’influenza è forte.

Questo film è sicuramente un passo indietro per il regista Nishimura che ha dimostrato di non saper sopperire alle mancanze della sceneggiatura ma, soprattutto, di avere una visione troppo ancorata all’immaginario Ghibleiano.
Sfortunatamente, le animazioni per quanto curate, non hanno l’impatto visivo di una Città incantata. Stessa cosa riguarda la colonna sonora di Takatsugu Muramatsu, già compositore delle musiche per Quando c’era Marnie, non ha sonorità particolari o memorabili.
Non mi sento di bocciare completamente questo film ma se lo Studio Ponoc vuole essere il degno successore dei Maestri Miyazaki e Takahata dovrà trovare una sua strada, impegnarsi e produrre film d’animazione con una loro identità.
See you space cowboy,
Federica


NB: la recensione è precedentemente apparsa su Nerdpool.it